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martedì 24 marzo 2009

Il diario di Che Guevara


Sto leggendo il diario di Che Guevara, scritto durante la guerra civile boliviana.
Il comandante Guevara descrive con cura maniacale tutte le operazioni di guerriglia, i trasferimenti e perfino i pasti che consuma quotidianamente.
La sensazione che trasmettono queste pagine è di grande malinconia; mi sembra che vista la sparuta partecipazione di volontari e lo scarso appoggio dell "amico" Fidel, la conclusione della vicenda non può che essere quella che si è poi verificata.
Il "Che" era un idealista, un sognatore, un rivoluzionario buono (se sottrae qualcosa ai contadini boliviani paga il corrispettivo), secondo me è stato abbandonato in un'impresa irrealizzabile con le forze a sua disposizione.

mercoledì 11 marzo 2009

Tortuga

Recentemente ho finito di leggere "Tortuga", romanzo di Valerio Evangelisti sull'epopea dei pirati caraibici.
Non conoscevo l'autore (chiedo venia) e devo dire che mi ha stupito
La storia è dura e cruda, sangue e violenza nel nome di un ferreo codice d'onore, nessun eroe positivo nel senso classico e un finale amaro da pugno nello stomaco.
Il protagonista principale, un ex frate gesuita, viene rapito dai pirati di Lorencillo, mentre presta servizio come nostromo su un galeone spagnolo.
Da qui inizia la sua carriera nella filibusta, la sua progressiva perdita di moralità, il suo cammino di "perdizione" e di brutalità, una trasfigurazione veloce e sconvolgente.
Non mancano neanche gli elementi classici di un romanzo d'avventura: l'amore per una donna e la sfida al potente (in un tragico finale scambio di simpatie del lettore per i due personaggi); però quello che sorprende di "Tortuga" è che lo schema narrativo è totalmente rovesciato.
Il punto di vista è quello dei cattivi e il lettore è costretto ad assistere alle loro riprovevoli depravazioni; Evangelisti propone una vicenda scomoda e non conosciuta, priva i bucanieri del fascino romanzato di Jonnhy Depp e Orlando Bloom, ma proprio per questa attendibilità storica va apprezzato.