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mercoledì 11 marzo 2009

Tortuga

Recentemente ho finito di leggere "Tortuga", romanzo di Valerio Evangelisti sull'epopea dei pirati caraibici.
Non conoscevo l'autore (chiedo venia) e devo dire che mi ha stupito
La storia è dura e cruda, sangue e violenza nel nome di un ferreo codice d'onore, nessun eroe positivo nel senso classico e un finale amaro da pugno nello stomaco.
Il protagonista principale, un ex frate gesuita, viene rapito dai pirati di Lorencillo, mentre presta servizio come nostromo su un galeone spagnolo.
Da qui inizia la sua carriera nella filibusta, la sua progressiva perdita di moralità, il suo cammino di "perdizione" e di brutalità, una trasfigurazione veloce e sconvolgente.
Non mancano neanche gli elementi classici di un romanzo d'avventura: l'amore per una donna e la sfida al potente (in un tragico finale scambio di simpatie del lettore per i due personaggi); però quello che sorprende di "Tortuga" è che lo schema narrativo è totalmente rovesciato.
Il punto di vista è quello dei cattivi e il lettore è costretto ad assistere alle loro riprovevoli depravazioni; Evangelisti propone una vicenda scomoda e non conosciuta, priva i bucanieri del fascino romanzato di Jonnhy Depp e Orlando Bloom, ma proprio per questa attendibilità storica va apprezzato.